Si cambia prospettiva, per una volta. Ci si allena di sera, non a Massannunziata, ma allo stadio Angelo Massimino. Quando calano le prime ombre della sera, il Catania fatica ancora sul terreno di gioco di casa. Mihajlovic è in tuta, al centro del campo. Parla forte e chiaro, tanto non lo sente nessuno. Cioè, nessuno che possa riferire all'esterno.Ci si allena a porte chiuse, senza pubblico, senza curiosi. Si provano gli schemi, i calci piazzati. Si provano i movimenti con e senza palla.
TRE SONO I KO - Carboni non recupera, almeno per questa settimana il suo infortunio verrà curato a dovere, nella speranza di averlo a Milano, la settimana entrante. Capuano? Ci sono speranze, ma tutto si deciderà all'ultimo istante. Non è escluso un recupero record, perchè quando arriva il derby di Sicilia, i dolori passano in secondo piano. E non sottovalutate un particolare: Capuano è un ex giocatore del Palermo, per lui è un derby doppio. Alvarez? Ci sarà, perchè l'argentino ha recuperato la condizione fin dall'inizio della settimana. Tutti i rossazzurri sono in forma? Pare di si, tutti trane Barrientos, Carboni e Plasmati, che hanno seguito un percorso alternativo, sottoponendosi a terapie.
di Giovanni Finocchiaro.
Non parla, Peppe Mascara. Lo aspettano per un pomeriggio intero in radio, alla tv, al giornale. Lui si chiude a casa per concentrarsi. Ma i suoi pensieri sono noti. Peppino vuole vincere, anzi stravincere. Magari com'è accaduto nella scorsa stagione, a Palermo, nel derby ormai passato alla storia. Un 4 a 0 che sarà ricordato per anni e anni. Ecco, Peppino lotta per vincere nettamente. Lotta per il Catania ogni giorno. Lo faceva anche quando una parte del pubblico, della sua gente, lo aveva considerato sul viale del tramonto. Eppure, qualche mese prima, Mascara aveva esordito in nazionale, da titolare. Aveva giocato 45 minuti tutto emozionato e scattante. Declino? Dopo il lampo di Firenze e la corsa sotto la curva avversaria sottolineata da improperi e fischi del popolo....viola, Peppino aveva agito da terzino, in copertura. Sono arrivati, a ruota, i gol importanti. Su tutti il cucchiaio a Julio Cesar, dal dischetto, contro l'Inter. Nessuno se l'aspettava, neanche Sinisa. Che prima l'ha abbracciato, poi gli ha tirato le orecchie. Quel gesto lo ha riconfermato eroe popolare. Chi rischia la carriera beffandosi del portiere campione d'Italia? solo un genio. E ogni genio ha una vena di pazzia.
di Giovanni Finocchiaro.